Quote rosa anche su wikipedia?



Il 15 gennaio scorso, l'arcinota wikipedia – l’enciclopedia collaborativa on line a contenuto libero, fondata da Larry Sanger (poi dissociatosi dall'impresa) e Jimmy Wales - ha compiuto dieci anni.
Jimmy Wales
In questo breve arco di tempo la sua crescita è stata tumultuosa: è il 5° sito internet più visitato al mondo con 410 milioni di connessioni giornaliere e si compone di 17 milioni di articoli, in 270 lingue diverse, redatti ed aggiornati dagli stessi utenti, secondo il principio collettivista della condivisione senza esclusive.
Chi scrive ha fatto parte (nel suo piccolo) dell’immenso popolo di redattori del sistema enciclopedico, dopo aver postato liberamente la voce «misandria», nell’edizione italiana che, sino a quel momento - era l'anno 2005, all'incirca -, non contemplava ancora l’esistenza di questo lemma. A tutt’oggi la voce è ancora lì, praticamente nella medesima stesura originale, solo integrata da alcuni contributi altrettanto volontari.
Si potrebbe testimoniare, quindi, che il geniale meccanismo partecipativo sembrerebbe funzionare al meglio, tanto da garantire incondizionata libertà di accesso, pluralismo dei contenuti e, dunque, una partecipazione effettivamente “democratica” da parte di chiunque.
Eppure non è tutto oro quello che luccica, come dice il vecchio adagio.
Per un verso, il libero accesso e l'assenza di controlli di merito non può garantire in alcun modo sulla buona fede dei partecipanti. Nel tempo si sono andate, infatti, moltiplicando le burle enciclopediche contrabbandate da quel sito, come quella in cui è incappata, da ultima il 10 maggio scorso, Ségolène Royal, già avversaria di Sarkozy nell'ultima corsa all'Eliseo. La poveretta ha citato la storia esemplare di un nobile personaggio del XIX° secolo tratta da wikipedia - Léon Robert de L'Astran - per commemorare ufficialmente la giornata nazionale contro lo schiavismo. Peccato che il personaggio e la sua altruistica vicenda in favore dei deportati africani fossero stati inventati di sana pianta ed inseriti su wikipedia da uno studente fantasioso e burlone, solo qualche tempo prima.
«Era una storia così bella...» - si sarebbe giustificata l'incauta e superficiale dirigente della gauche francese.

Ségolène Royal
Per l'altro verso, però, i contenuti enciclopedici non si limitano ad essere semplici definizioni lessicali o nozionismi ideologicamente indifferenti ma sono anche definizioni mutevoli della realtà storica, sociale, antropologica ed economica, perennemente soggette alla variabilità ed eterogeneità dei punti di vista; il terreno dell'opinabile, per dirla più facile.
Qui wikipedia rivela un'attenzione ai contenuti molto più accorta ed un volto decisamente meno democratico ed "aperto a tutti i saperi" di quanto vorrebbe far credere; quantomeno sull'occhiuto sito italiano.
«In wikipedia - ha scritto A. Gnocchi sul Giornale del 23 novembre scorso - esiste un problema di manipolazione del consenso [che rende].....Il sapere "democratico" di wikipedia(...) un aggiornamento digitale del maoismo».
Forse Gnocchi esagera, ma lo fa citando nomi, situazioni e dati di fatto; chiunque si azzardi ad intervenire sulla storiografia ufficiale della "resistenza italiana" o in favore del libero mercato, in opposizione alla vulgata dominante nel sito, può subire sospensioni e radiazioni da parte di solerti ed attentissimi (nel caso) administrators pronti alla bisogna. Per questo motivo è stato radiato definitivamente da wikipedia, per l'appunto, lo storico E. Mastrangelo - caporedattore di storiainrete.com - che si era azzardato a definire "guerra civile" ciò che si è verificato in Italia all'indomani dell'8 settembre 1943; ossia, una posizione storiografica quasi consolidata tra gli studiosi, ma incrollabilmente invisa ad una certa parte politica.
Non starò a dire quale, perché la risposta è in re ipsa.
Il sapere scritto e divulgato su wikipedia non è dunque tanto democratico come sembra, ma la risultante dei gruppi di pressione che detengono l'egemonia culturale nel sito, tra i quali sembra vengano anche scelti gli amministratori deputati a custodire l'ortodossia del pensiero, attraverso la limitazione del dissenso o la sua diretta censura.
Sulla base di un terreno così fertile alla manipolazione ideologica della conoscenza ed al suo orientamento in una certa direzione - piuttosto che all'accoglimento di tutte le posizioni - c'è chi ha cominciato ad interrogarsi sull'effettiva consistenza del punto di vista femminile nello scibile wikipediano, arrivando alla scottante verifica che il mondo femminile non sembra poi così interessato alla costruzione del sapere.
Solo il 15% dei redattori è di sesso femminile e la cosa appare in tutta la sua evidenza proprio nelle voci destinate (come Sex'n the city o gli stilisti di moda) ad un pubblico femminile, decisamente sottosviluppate rispetto a tematiche speculari ma d'interesse maschile.
Sue Gardner
Naturalmente si è gridato subito "alla disuguaglianza".
Secondo altre fonti, la percentuale sarebbe ancora inferiore - al 13% - tanto da portare qualcuno a definire wikipedia addirittura «un concentrato di potere maschile».
«E' politicamente scorretto - si leggeva sul Giornale il 2 febbraio scorso - far notare che, anche dove non ci sia ostacolo, le donne scelgano di non far sentire la propria voce. Non si può tirare in ballo il solito soffitto di vetro...wikipedia è free, libera, senza limiti.»
Invece di trarne le logiche conclusioni che uomini e donne sono diversamente orientati nella vita, Sue Gardner, direttrice della fondazione Wikimedia, vuole introdurre le quote rosa anche sul sito dell'accesso libero e della partecipazione su base volontaria.
La sua battaglia è portare la quota percentuale femminile al 25% entro il 2015, anche se non si capisce come vorrebbe farlo senza alterare la libertà di partecipazione e di espressione, vessillo distintivo (evidentemente solo apparente) di wikipedia.
Eleonora Barbieri sul Giornale l'ha definita «L'ultima follia femminista».
Il vero problema è che si tratta di una follia contagiosa e senza più alcun tipo di delimitazione; nessuno sembra scandalizzarsi di quote riservate anche nel sapere.
I primi dieci anni di wikipedia sono andati come sono andati; aspettiamoci tempi peggiori perché la libertà di pensiero sembra destinata a scarseggiare in misura crescente sotto l'egemonia opprimente dell'egualitarismo.