Pubblicità ingannevole

Sulle prime non volevo quasi crederci.
Sprofondato nella mia poltrona, sintonizzato su mediaset premium in attesa delle partite, tra un commento sportivo e l'altro passano i soliti minuti di pubblicità.
Lamette, macchine, bevande, come al solito, per quella fascia di utenza televisiva composta essenzialmente da uomini; ma, poi, una reclame inverosimile che mi lascia interdetto.
Tra pappette, sorrisi domestici ed edulcorate atmosfere familiari, un uomo e una donna impersonano il definitivo abbandono dei ruoli sessuali e la perfetta intercambiabilità l'uno con l'altra.
Vado a memoria: "i ruoli non esistono - recita il messaggio pubblicizzato - ci sono solo compiti condivisi (o da condividere, mi sembra che dicesse) tra lui e lei".
L'inebriante apologia di una realtà sessualmente indifferenziata, fatta di ingranaggi neutri, sostituibili l'uno con l'altra senza alcun senso.
Insomma, le teorie di genere - che altro non sono che un'ideologia - trasferiti in un inserto pubblicitario come un aperitivo o un salame.
Cerco di capire chi sia l'artefice di cotanta impresa ma riesco solo a leggere che si tratta di un'amministrazione provinciale....nientemeno che un ente locale, un'istituzione pubblica sostenuta dai soldi dei contribuenti che spende il proprio budget per reclamizzare l'ideologia di genere!

Voglio saperne qualcosa di più e vado alla ricerca su internet.
Mi sembrava trattarsi della provincia di Torino e, allora, vado su quel sito.
Non trovo nulla tranne una pagina sui "progetti di promozione delle Pari Opportunità e delle politiche dei tempi".
"No alla violenza di genere"
"La violenza contro le donne: una sfida internazionale"
"Giornata internazionale della donna"
"Giornata internazionale della donna" bis
"Stop alla violenza contro le donne"
e via di questo passo....
Dove sarebbero le opportunità maschili in questa chiamata alle armi lo sa solo il Padreterno.


Non sono sicuro che fosse Torino e, allora, vado su Milano, dove trovo quest'altra significativa perla: "La comunicazione in ogni ente riveste un ruolo fondamentale per promuovere un cambiamento culturale contrario alla discriminazione e agli stereotipi di genere, stereotipi alimentati dagli stessi canali comunicazione".
Tra gli obiettivi, non meno importanti, assicura quella provincia:
• Mettere in risalto le buone pratiche di comunicazione istituzionale di genere già in atto in maniera da facilitare un'azione di benchmarking a livello locale;
• Combattere gli stereotipi di genere nella comunicazione pubblica;
• Promuovere la conoscenza, la diffusione e l'applicazione delle linee guida sulla comunicazione istituzionale di genere già esistenti, a livello locale e europeo;
• Sperimentare dei prodotti di comunicazione a favore delle pari opportunità innovativi e che seguano le linee guida considerate;
Sensibilizzare l'opinione pubblica e diffondere il progetto su scala provinciale e in seconda battuta nazionale come buona prassi.

Non so.
La sensazione di accerchiamento si fa sempre più forte ed evito ulteriori pellegrinaggi nel centinaio di siti delle amministrazioni provinciali che tentano di inculcarci quest'ideologia innaturale e forzata.

Una domanda, però, sale dal profondo.
Ma se qualche altro ente pubblico si affannasse così tanto - con tanto dispendio di energie, risorse, tempo e messaggi pubblicitari - a convincerci dell'esistenza dei marziani o della necessità di farci guidare dagli astrologi, non suonerebbe un pò strano?